Aperitivo Letterario: “Al Mercato con Aida. Una donna senegalese in Sicilia” Brigida Proto

La presentazione del libro “Al mercato con Aida. Una donna senegalese in Sicilia”  ha richiamato l’attenzione di tanta gente sui temi delle sfide dell’integrazione e delle opportunità che il mercato offre come luogo di incontro e relazione.

Brigida e Aida sono due donne straordinarie, due amiche, accomunate dal desiderio di raccontarsi in quanto donne e di dar voce ai problemi quotidiani di una donna straniera al mercato, di denunciare le discriminazioni di cui fa esperienza nel rapporto con clienti, colleghi e istituzioni e di mostrare la forza e l’ironia della femminilità senegalese con cui riesce a superarli.

Il libro nasce da un’indagine etnografica, finanziata dall’Unione europea e condotta da Brigida nel 2013. Spinta dalla curiosità nei confronti della comunità senegalese di Catania e in particolar modo della dimensione femminile, quasi totalmente nascosta, Brigida  ha deciso di condurre la propria indagine rivolgendosi in prima istanza a Cettina Monsone,  la regina del Senegal a Catania, una donna catanese che dagli anni ‘70 si occupa di favorire l’integrazione  dei senegalesi in città. Ma l’indagine si è davvero concretizzata quando Brigida ha deciso di seguire nel suo lavoro Aida, la quale vende bigiotteria al mercato, girando con il suo banco da lavoro tutta la Sicilia e Reggio Calabria. Perché, come ci hanno spiegato entrambe, conoscere vuol dire sperimentare e da questa esperienza, mediata dall’amico comune Sambe (o Ndike com’è chiamato nel libro), è nata una grande amicizia che ha presto superato gli ostacoli della diffidenza iniziale da parte di Aida nei confronti di Brigida.

Gli amici presenti hanno apprezzato soprattutto la naturalezza con cui Aida ha risposto alle domande di tutti in merito al suo passato in Senegal e alle difficoltà che ha incontrato compiendo una scelta coraggiosa come quella della migrazione. Aida è partita nel 2001 dal suo paese dove lavorava presso il Ministero dell’Interno per affermare la propria autonomia in Europa. Nel suo racconto ha ammesso che le immagini dell’Europa che giungono in Africa non sono esattamente quelle dell’Europa che i migranti trovano quando approdano sulle nostre coste e che anche per lei, come per tanti, è stato difficile adattarsi.

Suggestiva è stata anche la lettura di alcune pagine del racconto di Brigida in merito alle feste religiose cui ha avuto modo di partecipare insieme con Aida. Il rapporto con l’Islam è molto importante nella vita di Aida, musulmana osservante, consapevole delle difficoltà di vivere la fede e la propria religiosità all’estero. Brigida  ci racconta nel suo libro l’incontro di preghiera con il capo della comunità Tijaniyya, il marabut Mbaye Sy Mansour, come un’esperienza sensuale, ben distante da una religiosità puramente formale, che rompe completamente gli stereotipi di un Islam rigido che divide e separa l’esperienza di fede maschile da quella femminile.

La storia di Brigida e Aida è una storia di contaminazioni e intrecci di vite, un incontro di anime di cui ci hanno fatto dono.

Ringraziamo di cuore Aida e Brigida, insieme con Sambe, perché con la loro testimonianza, contributo prezioso per la formazione dei nostri ragazzi e ragazze, ci incoraggiano a credere nel valore dell’incontro, dell’impegno e del lavoro come mezzi di affermazione di sé, della propria identità e insieme dell’apertura all’altro come risorsa, come valore aggiunto nella nostra esistenza.

Paola Lizzio

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