Aperitivo Letterario con Marco Pappalardo

Sabato 2 Febbraio Marco Pappalardo è stato ospite del quarto appuntamento dell’iniziativa “Aperitivi Letterari” a Casa Nazareth.

Abbiamo avuto l’opportunità di discutere insieme diversi temi importanti prendendo spunto dai suoi libri “3P. Padre Pino Puglisi: Supereroe Rompiscatole” e “Carissimo Vescovo… 100 giovani ti scrivono”, due titoli apparentemente diversi tra di loro, fortemente legati da un filo rosso comune: dare spazio e voce ai giovani.

Padre Pino Puglisi era sempre in ascolto dei giovani, dedicava loro il tempo di cui avevano bisogno. “Non aveva l’orologio, arrivava sempre in ritardo agli appuntamenti – racconta Marco Pappalardo – perché non misurava le giornate in minuti, ma in tempo da dedicare alle persone. Questo stesso tempo che Padre Pino Puglisi dedicava ai ragazzi, l’ho voluto dedicare ai giovani di oggi attraverso il progetto di “Carissimo Vescovo”, lasciando a loro la parola e il tempo di esprimersi attraverso delle domande o delle riflessioni da rivolgere al Papa, ai Vescovi, alla Chiesa.”

Perché un catanese scrive un libro su un prete palermitano?

“A 16 anni frequentavo il liceo Spedalieri, a Catania. Durante la ricreazione fu commesso un omicidio fuori dalla scuola, noi sentimmo gli spari. Non lo dimenticherò mai, sono cose che segnano per la vita. Ricordo le saracinesche dei negozi chiuse, perché “Nessuno aveva visto niente”. Il professore dell’ora successiva fece finta di nulla, spiegò e interrogò come se fosse un giorno normale. Il professore di latino e greco della quinta ora, vedendo che prendevamo i libri, come al solito, ci disse”Voi non avete capito niente! Non pensate che quello che è appena successo sia una questione che vada discussa? Non vi ponete nessuna domanda? Cosa ci state a fare a scuola?” Pensai “Da grande voglio essere come lui”, quell’uomo rimane tutt’ora un esempio per me. Ci parlò poi di Padre Pino Puglisi. Dopo tanti anni ritrovai gli appunti di quella lezione. Sentii qualcosa muoversi dentro di me e ricordai quelle sensazioni che mi aveva provocato il discorso del mio professore. Così ho deciso di scrivere un libro su Padre Pino Puglisi indirizzato ai giovani.”

Nel libro “3P” è lo stesso Padre Pino Puglisi a raccontarsi, attraverso la voce in prima persona.

“Abbiamo deciso di intitolarlo “Supereroe Rompiscatole” perché Padre Pino Puglisi può definirsi supereroe in quanto ha vissuto appieno il suo tempo. Certo, non ha super poteri, ma ha speso ogni minuto della sua vita a fare del bene per gli altri. Il “Rompiscatole” ha una doppia valenza: è lui stesso a definirsi così quando entra in una classe di ragazzi agitati e per attirare l’attenzione salta su una scatola facendo un gran frastuono e dice “Buongiorno, io solo il vostro professore rompiscatole”. Possiamo definirlo così anche perché ha metaforicamente rotto le scatole al sistema corrotto. Padre Pino Puglisi è contro la mafia perché il Vangelo è contro la mafia, la Cristianità stessa è contro la mafia.”

“Carissimo Vescovo… 100 giovani ti scrivono” è stato definito dal Papa, nella sua prefazione “un sinodo in piccolo”.

 Questo libro è fatto di opinioni, pareri e domande raccolti di persona e al telefono, via mail e via lettera, fra temi, messaggi e post sui social. I giovani scrivono da tutta Italia, ma non tutti sono italiani. Scrivono a un vescovo, ma allo stesso tempo a tutti i vescovi. Ciascuno si presenta col suo nome, l’età, ciò che fa attualmente e soprattutto con un sogno da realizzare.

Entrambi i testi sono pensati per i ragazzi, ma anche per gli educatori. Ci trasmettono un messaggio importante che figure esemplari come Don Bosco e Padre Pino Puglisi ci insegnano: i ragazzi hanno bisogno di esprimersi ed è necessario che ci sia qualcuno ad ascoltarli.

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