Aperitivo Letterario con Fabio Geda: “Il demonio ha paura della gente allegra”

Domenica 7 aprile, Fabio Geda ha presentato il suo libro “Il demonio ha paura della gente allegra: di Don Bosco, di me e dell’educatore” edito da Solferino. Sono intervenuti Anselmo Roveda e Don Giuseppe Costa,  delegato regionale delle Scuole Salesiane di Sicilia.

Fabio Geda dice: “Ci sono tre anime che pulsano dentro queste pagine: c’è un po’ di biografia di don Bosco, anche se non sono un suo biografo e so cose limitate, ma ci sono alcune cose sue che mi porto dietro da molto tempo, le ho usate un po’ per raccontare anche delle cose mie, per parlare di un tema a me molto caro come il rapporto tra le generazioni, l’educare. Sono queste tre le anime del libro, tutte e tre alla pari.”

Ha dato inizio alla presentazione l’intervento di Anselmo Roveda, che chiedeva a Fabio di raccontare il perché di questo libro così diverso dai suoi romanzi. Si tratta, infatti, del genere non fiction, che Fabio Geda ha affrontato per la prima volta raccontando di Don Bosco su richiesta dell’editore. Fabio concepisce la scrittura di un libro come esperienza, quindi ha accettato la sfida per provare una nuova esperienza.

All’insaputa dell’editore, però, Fabio conosceva bene la figura di Don Bosco, per il suo passato da obiettore di coscienza e educatore salesiano. Ha quindi scavato dentro di sé alla ricerca della traccia che Don Bosco aveva lasciato nella sua vita.

“Un uomo con un piede nel sogno e uno nella realtà.” È il Don Giovanni Bosco da cui prende le mosse la storia raccontata in questo libro: al tempo stesso visionario e pragmatico, convinto che anche un religioso abbia il dovere di dare risposte concrete ai problemi sociali.

Come ha fatto notare Don Costa nel suo intervento, da un certo punto di vista,
il libro potrebbe considerarsi anche un diario di viaggio, in quanto, per la sua realizzazione, Fabio Geda ha viaggiato e ha incontrato tante persone con cui ha dialogato e riflettuto sui temi dell’educazione salesiana e dell’accoglienza.

Fabio sostiene che oggi i giovani si sentano “attorniati da adulti spenti”, che hanno smesso di lottare, che si sono arresi. Ed è proprio questo il demonio cui fa riferimento il titolo: la resa. I ragazzi cercano oggi coerenza nelle figure educative, coerenza tra parole e azioni, tra insegnamento ed esempio.

L’unico rimedio possibile che intravede Fabio, per affrontare questi tempi duri che stiamo attraversando, è un’alleanza tra le generazioni in vista di un obiettivo comune: “avere il coraggio di guardare il demonio negli occhi e ridergli in faccia.”

Attraverso Fabio Geda, San Giovanni Bosco, il santo che credeva nell’umanità, parla ancora a una società che ha bisogno di tornare a crederci.

Alla fine della presentazione, Fabio ha ricevuto in dono da parte dell’Associazione un berretto, simbolo della traccia che ha lasciato in noi e del ricordo che lui conserverà di quest’incontro.

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