Storie di accoglienza
Ogni storia
è una porta che si è aperta.
Famiglie affidatarie, figli biologici, volontari. Raccontano cosa è cambiato da quando hanno detto sì all’accoglienza.
Tre passi, scegli il tuo.
Informarsi sull’affido. Donare anche solo una volta. Diventare presenza. Da qualunque punto inizi, c’è qualcuno pronto a risponderti.
Le voci di chi ha vissuto l’affido
Storie vere di famiglie, ragazzi accolti ed educatori della rete Metacometa.
Un posto in più a tavola
« Ho imparato qui che una famiglia non si misura dal sangue, ma dai posti che apparecchi in più. »
Faccio l'educatrice a Casa Nazareth da diversi anni. La gente pensa che sia un lavoro difficile, e a volte lo è davvero.Ma la verità è un'altra: qui ho imparato cosa vuol dire accogliere sul serio. Non…
— Lucia
Leggi la storiaQualcuno mi aspetta sempre
« Sono entrato che non mi fidavo di nessuno. Ho capito qui che da qualche parte qualcuno mi aspetta sempre. »
Sono arrivato che avevo dodici anni e tanta rabbia dentro. Per mesi non ho voluto parlare con nessuno.Poi è successo qualcosa di semplice: la sera, a tavola, c'era sempre un posto per me. Sempre. Oggi ho…
— M.
Leggi la storiaPensavo di dare una stanza
« Pensavo di dare una stanza. Ho ricevuto una bambina per due anni, e un pezzo di cuore per sempre. »
Quando abbiamo aperto la porta di casa non sapevamo bene cosa aspettarci. Sapevamo solo che c'era una stanza vuota e una bambina che aveva bisogno di un posto sicuro dove stare.Sono stati due anni. Poi è…
— Rosa
Leggi la storiaL'educatore e la progettualità: la testimonianza di Roberta
« Educare significa progettare: costruire un percorso reale, fatto di relazioni, bisogni e obiettivi. »
Mi chiamo Roberta e da circa due anni sono educatrice professionale in una delle case famiglia di MetaCometa, dedicate all'accoglienza di nuclei monoparentali fragili inviati dai servizi sociali. Ho imparato quanto sia fondamentale la progettualità educativa…
— Roberta
Leggi la storiaDalla Costa d'Avorio a una nuova vita: la storia di Karim
« Io sono la prova che l'affido familiare può cambiare il destino di un ragazzo. »
Mi chiamo Karim, ho 18 anni e vengo dalla Costa d'Avorio. Sono arrivato in Italia nel 2017, quando avevo solo 12 anni, insieme a mio cugino Moussa. Non conoscevo nessuno, ma ad accogliermi ho trovato Daniele…
— Karim
Leggi la storiaIl senso dell'affido: la storia di Oriana e della sua famiglia
« L'affido è un dono: non possiamo trattenerlo per noi. È come una stella luminosa che va lasciata libera. »
Mi chiamo Oriana, vivo ad Avola, e insieme a mio marito Enzo abbiamo scelto di diventare una famiglia affidataria. Per noi l'affido familiare significa accogliere, curare e donare, anche nei momenti più delicati, come la separazione…
— Oriana
Leggi la storiaFare affido da single: la storia di Antonella
« Pensiamo di dare, ma in realtà riceviamo tantissimo. L'affido ha reso la mia vita più piena. »
Ciao, sono Antonella, insegnante e mamma affidataria. L'incontro con Metacometa non è stato un caso, ma una “Dio-incidenza”: avevo il desiderio di accogliere, e un'amica mi ha presentato un papà affidatario. Da lì è iniziato tutto.Avevo…
— Antonella
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